Il manuale Iantd per immergersi sui relitti

Una nave adagiata sul fondo non è, come può sembrare, un semplice relitto, ma è sempre la tragica conclusione di una storia di vita. Anzi della storia di molte vite. Sia che si tratti di un mezzo militare o civile, di una nave, di un sottomarino o di un aereo. E’, insomma, una finestra che si apre sul passato. Ed è proprio per tale motivo che i relitti esercitano sempre un fascino particolare sui subacquei, perché esaltano la loro sete di scoperta e di avventura. Immesioni sui relitti, dunque, una passione che anno dopo anno sta trovando sempre nuovi proseliti. Ma, se andare sott’acqua presuppone una preparazione tecnica e psicologica, l’esplorazione di un relitto pone altri ulteriori problemi. Il pericolo delle lamiere, o quello di rimanere incastrati in spazi angusti, la possibilità di rimanere impigliati in lenze e reti, sempre presenti in questi ambienti, la scarsa visibilità dovuta al sollevarsi del sedimento. E molto altro si potrebbe aggiungere. Ecco perché, prima di avventurarsi nell’esplorazione di un relitto, è consigliabile avere conseguito un brevetto che attesti le proprie capacità. Proprio in tale ottica, recentemente, la Iantd, forte dell’esperienza in questo campo maturata con le sue Iantd Expeditions, ha messo a punto un nuovo manuale per il corso Wreck Diver. Scritto da Fabio Ruberti, gran patron di Iantd srl, il testo prende in esame, passo dopo passo, tutti gli elementi necessari per effettuare immersioni sui relitti: dal tipo di equipaggiamento alla sua configurazione, dai cenni sulla struttura delle navi alla gestione del gas respiratorio, all’addestramento. Un manuale, insomma, di largo respiro indispensabile per una preparazione adeguata a questo tipo di esplorazioni. Iantd, tel. 05035601, www. iantd.info.

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on Dic 26, 2014